San Giovanni della Croce

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Il fraticello incandescente

“È una presunzione quasi folle cercare di riassumere il clima spirituale, i problemi
politici e la crisi culturale di quel punto di svolta nella storia europea che ebbe luogo
in Spagna durante il XVI secolo” (R. Pannikar).
In questa epoca sontuosa, quella del siglo de oro in cui è immerso ma che
attraversava una crisi mondiale, la risposta di Juan de la Cruz è radicale: la santità.
Perché come egli affermava
Un unico atto sovrannaturale d’Amore ha più valore di mille universi materiali.
Uomo di statura fra piccolo e media, ben proporzionato di corpo anche se
magro… il volto di colore leggermente bruno, di bell’aspetto, il naso rettilineo
ma di forma un poco aquilina; le labbra e la bocca ben proporzionate, come il
resto del volto e della persona. Ordinariamente portava la barba non rasata e
incolta.
Egli sperimentava una grande, unica tensione:

Niente lo possedeva e niente lo raggiungeva nell’intimo più della fiamma d’amore, e
niente egli frequentava più della sorgente che sgorga nella Notte ( María Zambrano).

Eppure era veramente povero di spirito, aveva compreso che

el centro del alma es Dios (F 1,12; LL 1,12)
il centro dell’anima è Dio.

Edith Stein scrive:
Nostro padre e maestro è San Giovanni della Croce venerato da noi come il primo
carmelitano scalzo. In lui troviamo l'antico spirito eremitico espresso in modo puro.
Si ha l'impressione che la sua vita non abbia conosciuto lotte interne. Fin dalla prima
infanzia fu protetto in modo particolare dalla Madre di Dio, quindi non appena ebbe
l'uso della ragione venne guidato verso una rigida penitenza, verso la solitudine,
verso il distacco di tutto ciò che era terreno per unirsi con Dio. Al Carmelo rinnovato
divenne strumento per elezione, modello di vita e di insegnamento dello spirito del
Santo Padre Elia. Ha formato spiritualmente insieme alla Santa Madre Teresa la

prima generazione di carmelitani e carmelitane scalze. Coi suoi scritti ci guida verso
la "salita del Monte Carmelo”.

 
Foggy Forest

Cronologia

1542: Juan de Yepes Álvarez nasce a Fontiveros, secondogenito di Gonzalo di Yepes e Catalina  Álvarez, dopo Francisco (1530), il fratello tanto prediletto, mentre Luís morirà ancora piccolo.Il padre rappresentava una ditta di seterie di parenti residenti a Toledo, il matrimonio con Catalina
viene definito da Francisco “povero”. Il padre muore poco dopo la nascita di Juan, Catalina cerca aiuto a Torrijos y Gálvez (Toledo), ma poi rientra a a Fontiveros mentre Francisco rimane per un anno a Gálvez. La famiglia paterna rifiuta l’aiuto alla vedova che deve provvedere da sola ai figli.


1546: un incendio distrugge la chiesa e i registri parrocchiali, ai manca quindi di prove documentarie.


1548: Catalina si trasferisce con i figli ad Arévalo (Avila) in cerca di lavoro, forse in questo frangente muore Luís.


1549-1450: Francisco, analfabeta ma con abilità manuali, sposa Ana Izquierdo.


1551: tutti si trasferiscono a Medina del Campo, Francisco e Ana, molto poveri, generano otto figli ma rimane in vita solo una figlia, divenuta monaca cistercense nel Monastero di Sancti Spiritus in Olmedo, chiamata Bernarda della Croce. Juan vive con loro fino al 1563 ed entra nel Colegio de la doctrina, opera di beneficenza dove gli insegnano a leggere e scrivere, serve la Messa e chiede l'elemosina per il Colegio.


1552 (?): presta servizio come infermiere nell'Ospedale della Concepción o de las Bubas, cioè dei
sifilitici chiede l’elemosina per i malati. Lavora però anche come apprendista in botteghe di falegname, sarto, intagliatore e pittore.


1559: frequenta nel Collegio della Compagnia di Gesù, i corsi di latino, retorica e filosofia.


1563: il 24 febbraio Juan entra fra i carmelitani nel Convento di Sant'Anna di Medina del Campo e viene chiamato, in onore del santo del giorno, Juan de Santo Matía.


1564: Juan de Santo Matía emette la sua professione ma cresce la sua crisi interiore e desidera diventare certosino.


1567: diventa sacerdote ed incontra Teresa di Gesù che gli apre la via della Riforma Scalza, Juan de santo Matía accetta ed attende.


1568: conclude gli studi teologici a Salamanca e il 30 settembre a Duruelo inizia la vita di carmelitano scalzo. L’anno successivo vedrà fiorire il noviziato dei padri carmelitani scalzi.


1572: ad Avila è confessore e maestro di spirito delle sorelle del monastero dell’Inracnazione, dove Teresa di Gesù è priora.


1575 il Capitolo di Piacenza dichiara gli scalzi "disubbidienti, ribelli e contumaci".


1577: Juan de la + viene incarcerato a Toledo, vi resterà per 9 mesi. Qui comporrà lacune Roamnze e il Cantico Spirituale.


1578: Juan de la Cruz evade nella notte del 17 agosto calandosi dalla finestra, raggiunge il Monastero di Toledo e si nasconde.

1579: prosegue la sua missione di padre spirituale e viene trasferito in Andalusia. Compone alcuni scritti brevi: Cautele, Avvisi e Monte di Perfezione.


1582-1588: vive a Granada e scrive Salita del monte Carmelo, Notte oscura, Cantico spirituale e
Fiamma d'amor viva.


1588: diventa priore a Segovia.


1591: si sposta al convento di La Peñuela. Úbeda: Il 14 dicembre Juan de la + muore.


1627: inizia il Processo di beatificazione.


1675: 21 aprile il Papa Clemente X a Roma iscrive nell'Albo dei Beati Juan de la Cruz.

1726: 27 dicembre Benedetto XIII Juan de la + viene proclamato santo.


1926: 24 agosto - Pio XI dichiara San Juan de la Cruz Dottore della Chiesa Universale.


1952: 21 marzo viene riconosciuto civilmente Patrono dei poeti spagnoli.